Chimico Farmaceutico Militare di Firenze

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze provvede alla produzione di medicinali difficilmente reperibili e per le emergenze

Se negli ultimi mesi si è parlato molto dello Stabilimento in considerazione della cannabis, chi ha fatto il militare - ma non solo - lo ricorda anche per il Cordiale il liquore diventato emblema dello Stabilimento, ma non tutti sanno che presso l’Istituto farmaceutico fiorentino si producono anche molti prodotti di importanza sociale e strategica.
La particolarità del “Farmaceutico Militare”, che ha dei formali rapporti di stretta collaborazione con l'Agenzia Italiana del Farmaco e con il Ministero della Salute, è la capacità di poter produrre medicinali che le aziende farmaceutiche non riescono a più a fornire. È importante sottolineare che lo Stabilimento di Firenze non deve fare utili, deve solo garantire il pareggio di bilancio e lo stato di efficienza dei reparti; percontro, possiede la capacità industriale di poter mettere in produzione i farmaci difficilmente reperibili.
Lo Stabilimento è pronto a produrre anche medicinali che dovessero essere necessari in caso di emergenze sanitarie nazionali. «Nel 2009 presso l’Istituto fiorentino sono state preparate oltre 30 milioni di capsule dell'antivirale oseltamivir per fronteggiare la possibile pandemia di influenza A/H1N1.
L'Istituto si occupa anche della scorta nazionale degli antidoti rifornendo magazzini in tutta Italia di prodotti che potrebbero servire in caso di maxi-emergenze.
Infine, si producono antidoti che altrimenti non si trovano in commercio come il potassio ioduro, utile in caso di incidenti nucleari, la piridostigmina compresse ed il dimercaprolo pomata contro gli effetti lesivi degli aggressivi chimici.
Da poco, inoltre, l'istituto farmaceutico militare, unico in Italia, produce cannabis ad uso medico, sostanza che offre benefici e sollievi nel trattamento di molte patologie fortemente invalidanti e dolorose.
Insomma, l’SCFM è una officina farmaceutica, l’unica dello Stato, che può essere a tutti gli effetti considerata un “baluardo” per le emergenze e le carenze nazionali a carattere sanitario: unico nel suo genere, fa piacere sapere che esiste e lavora per l’Italia.

Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare dal 1853 una risorsa per il Paese

La storia dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, come si chiama oggi, risale al 26 giugno 1853 quando a Torino veniva istituito una “Farmacia Militare” con annesso un laboratorio chimico farmaceutico, avente il compito di preparare tutti i medicinali e i materiali sanitari occorrenti per il servizio sanitario e veterinario militare. Il laboratorio farmaceutico militare produceva anche il famoso chinino dello Stato, farmaco che svolse un ruolo fondamentale per combattere la malaria che in quegli anni infestata l’Italia.
Dopo la grande guerra, la Farmacia militare assunse la denominazione di Istituto Chimico Farmaceutico Militare e nel 1931 la struttura fu trasferita da Torino a Firenze.
Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare con i suoi prodotti è sempre stato a fianco della popolazione durante le gravi calamità naturali verificatesi nel corso degli anni: basti pensare all’alluvione di Firenze del 1966, ai terremoti del Friuli (1976), dell’Irpinia (1980) e alla triste vicenda del disastro nucleare di Chernobyl (1986). In quest’ultima funesta circostanza lo Stabilimento si attivò in tempi rapidissimi e produsse in meno di 24 ore 500.000 compresse di ioduro di potassio, farmaco ancora in produzione usato per combattere i danni provocati dallo Iodio radioattivo. Risonanza nazionale ha avuto nel 1998 la preparazione per conto del Ministero della Salute, di due dei principali farmaci facenti parte della terapia del professor Di Bella (soluzione ai retinoidi e melatonina compresse).
Negli ultimi decenni, il servizio alle Forze Armate è stato integrato da un sostegno prezioso al cittadino che si realizza soprattutto, in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale, nella capacità di produrre medicinali che le case farmaceutiche non hanno più interesse a produrre; questo accade, ad esempio, nel caso di malattie rare. “Ogni volta che ci arriva una richiesta di farmaci, è una nuova sfida! – afferma il Colonnello Antonio Medica, direttore dello stabilimento fiorentino – dobbiamo capire come adattare i processi produttivi, valutare le complessità, ma al tempo stesso essere pronti ed efficienti, affrontare e risolvere le emergenze, la nostra missione da sempre. In questo momento stiamo producendo cinque medicinali per patologie rare. Altri medicinali ci sono stati richiesti e stiamo eseguendo i necessari studi di fattibilità”.
Infine, prodotti alimentari e cosmetici di rigorosa qualità firmati Ministero della Difesa: cordiale, elisir di china, ma anche cioccolato, crema dermofila.